29/02/2024

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Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate

La fonte di documentazione sulle aree fortemente antropizzate è il Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate, redatto dal Laboratorio suolo e paesaggio dell’Osservatorio nel corso del 2020 e aggiornato alla situazione dell’anno 2019. Per la sua redazione sono stati raccolti e sottoposti a processi di elaborazione semi-automatica i dati informativi ritenuti più attendibili con riferimento a una serie di fonti, istituzionali e non. Le modifiche alle fonti originarie, introdotte dall’Osservatorio, sono limitate, circoscritte e supportate dal confronto tra differenti tipologie di dato al solo scopo di una migliore definizione degli elementi territoriali di interesse. L’utilizzo di procedure standardizzate, quindi replicabili, e il limitato ricorso a processi che introducono fattori di valutazione soggettiva, permettono di considerare il nuovo strato informativo come una buona base per attivare il monitoraggio delle trasformazioni future e per valutarne, in prospettiva, le dinamiche.

Le aree fortemente antropizzate sono l’esito dell’aggregazione di due componenti territoriali:

  • la prima componente documentata dallo Strato informativo sulle areefortemente antropizzate è costituita dai contesti insediati, sparsi eaggregati, che sono stati individuati in modo automatico utilizzandofunzioni di calcolo geografico standard negli ambienti operativi GIS, apartire dallo strato informativo del Catasto Fondiario;
  • la seconda componente dello Strato informativo sulle aree fortementeantropizzate comprende principalmente la rete infrastrutturale di origineantropica esterna ai contesti insediati precedentemente definiti, oltre allecave, alle discariche alle infrastrutture per la gestione di reflui e
    rifiuti e ai siti inquinati.

Come già evidenziato, per l’individuazione della prima componente del Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate relativa ai contesti insediati, sparsi e aggregati, si è fatto principalmente riferimento al dato catastale. L’approccio che giustifica questa scelta è stato rappresentato in modo esteso negli studi sperimentali condotti dal Laboratorio suolo e paesaggio dell’Osservatorio nel secondo semestre del 2019, documentati nel volume n.13 del Rapporto sullo stato del paesaggio e presentati al Forum dell’Osservatorio all’inizio del 2020.

La metodologia utilizzata per la definizione della prima componente del Nuovo strato informativo è sintetizzabile in quattro passaggi operativi:

  • applicazione di una procedura automatica che ha consentito di unire in una unica geometria tutti gli edifici e relative pertinenze caratterizzati da una distanza reciproca inferiore a 20 metri. Il parametro di distanza è stato tarato sperimentalmente sulle configurazioni spaziali dei centri abitati presenti nel territorio trentino, configurazioni che risultano frequentemente essere minute e poco dense, in particolare nei centri di minore dimensione. Un secondo trattamento del dato, sempre effettuato con procedura automatica, è stato finalizzato all’accorpamento di tutte le aree non edificate (strade, piazze, parchi urbani, verde pertinenziale ecc.) interne alla geometria così ricostruita;
  • in un successivo trattamento di affinamento del dato, i contesti insediati individuati con la modalità precedente descritta, sono stati sovrapposti al rilevamento del “suolo consumato” così come classificato da SNPA – ISPRA. Un rilevamento, quest’ultimo, originato dall’elaborazione di immagini satellitari. L’unità minima dell’immagine (pixel) rappresenta un quadrato, al suolo, con lato pari a 10 metri. Dove si è verificata la presenza di più “tessere” mappate come “suolo consumato” all’esterno della geometria realizzata con la prima elaborazione automatica, si è verificata, mediante fotointerpretazione, la presenza di elementi insediati non intercettati (es. edifici, cortili, strade di accesso). Nel caso tale procedura abbia individuato nuovi elementi riconducibili ad aree fortemente antropizzate, i relativi mappali catastali sono stati selezionati e collegati ad un parametro numerico che ne individua il carattere insediativo (pertinenza funzionale all’edificato, attrezzature sportive o religiose, ecc..). A tale proposito si rileva che, in considerazione della    relativa soggettività che caratterizza questa procedura è auspicabile che i mappali selezionati, vengano in futuro assoggettati ad un’ulteriore verifica anche in collaborazione con il Servizio Catasto;
  • si è quindi proceduto alla ricostruzione della geometria del contesto insediato, selezionando sia i mappali certificati nella fonte catastale, sia quelli corretti manualmente;
  • sono state infine individuate ed escluse dalle Aree fortemente antropizzate, le aree agricole così come classificate da AGEA, ricadenti all’interno dei tessuti insediati e quelle classificate come “acqua” che intersecano la perimetrazione di tali tessuti, così come individuate nell’Uso del Suolo Pianificato. In entrambi i casi si tratta di areali che testimoniano la permanenza di elementi rurali o ad elevata naturalità interni ai contesti insediati, non compatibili con la definizione di Aree fortemente antropizzate.     

Per la individuazione e perimetrazione degli ambiti riconducibili alla seconda componente del Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate – costituita dalla rete infrastrutturale di origine antropica esterna ai contesti insediati, alle cave, alle discariche alle infrastrutture per la gestione di reflui e rifiuti e ai siti inquinati – sono state applicate specifiche procedure di trattamento e verifica del dato documentato da fonti informative istituzionali, affiancato, dove necessario, da dati provenienti da Openstreetmap. A tale fonte di carattere informale è stata attribuita una funzione residua di verifica a supporto alle azioni di integrazione delle eventuali lacune. Si segnala che le infrastrutture lineari documentate nel Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate (autostrade, viabilità provinciale e minore, percorsi ciclabili, tracciati ferroviari e loro pertinenze funzionali) sono rappresentate, nelle relative fonti di documentazione, con un reticolo corrispondente all’asse dell’infrastruttura.

Allo scopo di convertire tale sviluppo lineare in un dato di superficie, al reticolo è stata pertanto applicata una larghezza convenzionale standardizzata, dedotta sulla base della classificazione della strada. Sono state escluse sovrapposizioni tra la fonte dati istituzionale e quella di Openstreetmap, dando prevalenza alla prima. In base alla procedura applicata, sono state considerate nei calcoli e nella cartografia solo le reti esterne alle geometrie del contesto insediato precedentemente descritto. Inoltre sono stati esclusi i tratti della rete in galleria e compresi i tratti su viadotto. Relativamente a tali elementi il trattamento del “soprassuolo” dovrà essere oggetto di specifico approfondimento, in quanto i viadotti a volte assumono conformazioni che potrebbero prevedere un trattamento informativo differenziato mantenendo uno “stato al suolo” non sempre omologabile ai caratteri delle aree fortemente antropizzate. Si segnala, infine, che le elaborazioni, che non rivestono carattere di “certificazione”, saranno trasmesse alle strutture competenti per procedere, di concerto, alla loro verifica per poter supportare in modo sempre più dettagliato eventuali modifiche da apportare allo strato informativo qui presentato.