14/04/2024

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L’analisi dei Piani regolatori comunali

Oltre alla fotografia dello stato del paesaggio insediato al 2019, rappresentata dal Nuovo stato informativo sulle aree fortemente antropizzate, la ricerca propone una lettura del territorio insediato e infrastrutturato, così come programmato nel suo sviluppo futuro dagli strumenti di pianificazione locale.
 
A questo fine si definiscono aree fortemente antropizzate programmate, quelle aree non ancora trasformate alla data del 2019, per le quali gli strumenti urbanistici prevedono usi riconducibili alle aree fortemente antropizzate, di cui alla precedente definizione. In altri termini l’individuazione e la quantificazione delle aree programmate, consente di delineare possibili scenari futuri relativi ai processi di urbanizzazione, insediamento e infrastrutturazione del territorio, così come disegnati dagli strumenti urbanistici locali.
 
Tali scenari, pure se di carattere orientativo, consentono di verificare la coerenza generale della programmazione urbanistica relativamente all’obiettivo della limitazione del consumo di suolo, fissato dalla Legge provinciale per il governo del territorio n. 15 del 2015.
 
Relativamente alla fonte informativa utilizzata per l’individuazione delle aree fortemente antropizzate programmate, il riferimento è il tematismo dell’Uso del suolo pianificato che il Servizio urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia autonoma di Trento aggiorna costantemente, rappresentando la sintesi delle previsioni urbanistiche comunali che riguardano il territorio trentino.
 
Tale fonte rappresenta in modo omogeneo, e per tutto il territorio della provincia, le destinazioni d’uso del suolo previste dagli strumenti urbanistici. Le aree fortemente antropizzate programmate, così come definite nella presente ricerca fanno riferimento al parametro “UP URB” della citata fonte informativa Uso del Suolo Pianificato. La classificazione originaria in 38 classi è stata ridotta a cinque classi che aggregano: gli ambiti insediati, rurali e ad elevata naturalità, le infrastrutture per le mobilità e i bacini idrici associati alla rete delle acque superficiali.
 
Tra questi, rientrano nel contesto delle aree fortemente antropizzate programmate le sole destinazioni riconducibili agli ambiti insediati e alle infrastrutture per la mobilità.
 
Lo strato informativo relativo alle aree programmate è stato ottenuto sovrapponendo alle aree fortemente antropizzate registrate al 2019, le seguenti destinazioni d’uso di tipo insediativo:
 
  • B03 area residenziale di recente impianto   
  • B05 area commerciale          
  • B07 area alberghiera o agrituristica  
  • B09 area per servizi socio-amministrativi, scolastici          
  • B11 area per servizi sportivi
  • B13 area per servizi infrastrutturali e discariche      
  • B15 parcheggi           
  • B17 area produttiva industriale-artigianale  
  • B16 area zootecnica  
  • B18 area mista (commerciale e terziaria)     
  • B19 area estrattiva e cave     
  • B21 area a campeggio           
  • B22 campo nomadi   
  • B36 area di recupero ambientale/siti inquinati         
  • C02 strada di progetto           
  • C06 ferrovia di progetto        
  • C08 aeroporto di progetto     
  • C10 porto di progetto            
  • C11 interporto     

La differenza emersa da tale sovrapposizione rappresenta gli ambiti non ancora trasformati per i quali i piani urbanistici prevedono il futuro transito nella categoria delle aree fortemente antropizzate.

Esempio di perimetrazione delle ”aree fortemente antropizzate programmate” per una parte del comune di Arco. Tali ambiti, riportati in blu, sono stati individuati sulla base della sovrapposizione tra il Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate e il tematismo Uso del Suolo Pianificato del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio della Provincia autonoma di Trento.

Le aree fortemente antropizzate programmate non costituiscono pertanto un indicatore complessivo delle capacità insediative residue consentite dai piani ma rappresentano, orientativamente, le aree potenzialmente coinvolte in processi futuri di espansione dei contesti insediati.

Per le infrastrutture antropiche si è tenuto conto dei dati contenuti nei Piani regolatori comunali relativi agli elementi di progetto per viabilità e percorsi ciclopedonali, ecc. Per una corretta interpretazione del dato si segnala che lo stesso, può risentire del mancato allineamento tra piani di settore e pianificazione comunale. Tale aspetto può generare possibili errori di stima.

Inoltre per alcune destinazioni d’uso sono stati introdotti dei correttivi, in particolare:
 
  • il dato relativo alle aree con destinazione d’uso “area produttiva zootecnica” è stato verificato puntualmente tenendo conto delle sole aree dove la fotointerpretazione dimostra la presenza di strutture dedicate alla funzione certificata e una verosimile possibilità di riconversione ad usi coerenti con la definizione di “area fortemente antropizzata”. Spesso la pianificazione comunale attribuisce la destinazione d’uso “area produttiva zootecnica” anche a pascoli in alta quota e ad aree agricole dove, causa l’estensione e la localizzazione dei lotti, è da escludersi la possibilità di interventi di antropizzazione spinta estesa all’intero contesto definito dal Piano.
  • i dati urbanistici relativi ai Centri Storici sono generalmente già computati all’interno della perimetrazione dei contesti insediati del Nuovo strato informativo sulle aree fortemente antropizzate, determinati come noto da fonte catastale. Le aree non edificate, ricomprese nelle perimetrazioni di alcuni centri storici, a volte risultano esterne ai contesti insediati. Sono, tipicamente, aree verdi e naturali poste nelle vicinanze di strutture di antica origine religiose o civili, oltre che nei pressi di tratti fluviali prossimi ai contesti insediati. In ragione di tali caratteri queste aree non sono state computate all’interno delle aree fortemente antropizzate programmate.
  • analogamente sono state escluse dal computo delle aree fortemente antropizzate programmate quelle certificate con destinazione d’uso “verde pubblico”, quando di estensione significativa e localizzate all’esterno dei contesti insediati.
Sotto il profilo metodologico e con riferimento alle procedure di elaborazione adottate, si evidenzia la presenza di alcune possibili anomalie che suggeriscono un utilizzo prudente del dato, soprattutto quando relativo alle analisi e comparazioni a scala locale, in cui il peso di tali eventuali anomalie può risultare particolarmente significativo.
 
Tra i fattori da considerare nell’interpretazione del dato relativo alle aree fortemente antropizzate programmate si segnalano i seguenti:
 
  • le aree fortemente antropizzate al 2019 sono individuate da fonte catastale. Le geometrie sono quindi corrispondenti alle dividenti catastali certificate dal Catasto al 2019 non escludendo possibili modifiche intervenute, nel concreto processo di trasformazione in senso antropico non ancora tracciate; la verifica manuale ha ridotto in modo consistente le attribuzioni catastali non coerenti con l’individuazione di aree insediate. Permangono però alcune problematiche legate alle differenti classificazioni presenti nel Catasto per aree funzionalmente simili. A titolo esemplificativo alcuni canali per l’irrigazione delle aree rurali sono individuati come particelle edificiali costruite, altri come particelle fondiarie. Anche per le attrezzature pubbliche sportive si presentano diffuse incoerenze di questo tipo. La viabilità, a volte, non risulta segnalata con dividenti proprietarie creando molti problemi di individuazione;
  • le aree fortemente antropizzate programmate sono individuate a partire dalla selezione delle geometrie certificate dal Servizio Urbanistica nella base informativa dell’Uso del Suolo Pianificato. Il processo di aggiornamento è legato alla procedura di tracciamento cartografico delle varianti alle pianificazioni comunali. Anche in questo caso non si possono escludere alcune possibili modifiche non ancora certificate, anche se concretamente efficaci a livello normativo;
  • i Piani sono, tendenzialmente, “disegnati” sulla base cartografica catastale. Ci sono però delle eccezioni dove alcune pianificazioni utilizzano basi cartografiche di altra natura, tipicamente fotogrammetriche con livello di dettaglio superiore alla Carta Tecnica Provinciale. Si è verificata inoltre la presenza di areali che differiscono rispetto a quelli catastali. E’ probabile che in alcuni di tali casi le perimetrazioni siano appoggiate a basi cartografiche ibride, catasto e fotogrammetrico;
  • i Piani risultano “disegnati” con criteri piuttosto diversificati. La distinzione tra aree per la viabilità e areali destinati alla gestione edilizia è presente con criteri non univoci sia nei tessuti dei centri storici sia nelle aree di completamento. Questo aspetto introduce attribuzioni di trasformazioni in senso insediativo differenti;
  • l’aggregazione delle categorie d’uso previste dai piani non è sempre univoca. Tale aspetto può generare limitate, ma sempre possibili, problematiche nelle attribuzioni;
  • le classificazioni delle “aree estrattive” e dei “servizi infrastrutturali per la gestione dei rifiuti” comprendono areali catastali di dimensione molto consistente che, in prospettiva, non sempre corrisponderà ad una effettiva totale trasformazione in senso antropico dei lotti individuati;  
  • le classificazioni di alcune tipologie di aree pubbliche spesso presenta areali molto estesi completamente sganciati dall’assetto insediativo esistente. Per ovviare a tale problema sono state così stralciate le aree di “verde pubblico” esterne ai contesti insediati. Rimangono però alcune aree, molto estese e percentualmente molto rilevanti rispetto all’esistente, attribuite alla classe dei servizi pubblici e sportivi che in alcuni contesti possono incidere significativamente sull’estensione delle aree fortemente antropizzate programmate. Il grado di antropizzazione reale che verrà indotto a seguito dell’attuazione di tali previsioni è allo stato di difficile determinazione;  
  • la metodologia di individuazione delle aree programmate è di tipo automatico e implica la sottrazione delle geometrie delle aree fortemente antropizzate esistenti a quelle programmate, in accordo con i criteri precedentemente descritti. Tale procedimenti mantiene un margine di “errore” derivante dalle più o meno marcate incoerenze tra le zone di Piano e l’assetto proprietario del Catasto. Il complesso di questi elementi non consente il dimensionamento in modo uniforme e controllato per i differenti Comuni della provincia e rinforza la raccomandazione nel leggere questo dato con una particolare cautela e attenzione in attesa di una sistematica omogeneizzazione delle base informative utilizzate. Si segnala infine che allo scopo di mitigare gli errori di sovrapposizione cartografica, si sono computate solo le aree programmate che presentano una superficie superiore a 200 mq.