01/03/2024

Cosa succede a livello provinciale?

Di quanto sono cresciute dagli anni ‘60 ad oggi le Aree fortemente antropizzate?

Le Aree fortemente antropizzate sono costituite da due componenti. La prima componente è quella dei “contesti insediati, sparsi e aggregati”, rappresentata dagli spazi occupati da città, paesi, nuclei sparsi e spazi produttivi comprensivi delle aree verdi connesse a questi spazi, come le zone sportive o i giardini pubblici e privati. La seconda componente, esterna ai contesti insediati, aggrega la rete infrastrutturale di origine antropica, le cave, le discariche, le infrastrutture per la gestione di reflui e rifiuti e i siti inquinati”.

Tra il 1960 e il 2004 è disponibile solo il dato relativo alla prima componente della Aree fortemente antropizzate riferita alle zone interessate dagli insediamenti. Per questo periodo di indagine, le superfici insediate in Trentino sono quasi triplicate passando da circa 5.500 ha a quasi 16.000 ha di suolo occupato. Nel dicembre 2021 l’estensione di questa componente insediativa ha raggiunto i 17.480 ha.

La crescita delle superfici insediate e quella della popolazione hanno seguito regole diverse: dal 1960 al 2021 l’aumento della popolazione è stato del 31% circa, mentre quello delle aree insediate ha raggiunto un valore di incremento elevatissimo, pari al 219%.

Questi dati testimoniano il progressivo consolidarsi di modi d’uso del territorio sempre più caratterizzati dalla scarsa attenzione al tema del tutela dei suoli fertili e della cura del rapporto armonico tra paesaggi costruiti, rurali e naturali.
In realtà possiamo affermare che la cultura radicata negli “anni dello sviluppo” ha considerato il suolo come una risorsa illimitata.
Nel 1960 ogni cittadino del Trentino aveva infatti a disposizione 132 mq di spazio insediato. Nel 2004 il dato aveva raggiunto la soglia di 320 mq. Dopo un periodo di contenuto calo, il valore è aumentato leggermente nel 2021, registrando un dato di 323 mq/ab.

Negli scorsi decenni l’andamento del rapporto tra suoli insediati e popolazione residente, pure se caratterizzato da livelli molto elevati di suolo consumato pro capite, ha registrato un allineamento tra l’andamento dei due parametri.
Tale tendenza si è arrestata nell’ultimo biennio oggetto di monitoraggio (2019-21), causa l’effetto combinato dell’ulteriore aumento dei suoli insediati e della riduzione sensibile del numero dei residenti.
L’espansione delle aree insediate è avvenuta principalmente attraverso processi di progressiva “erosione” degli spazi destinati all’agricoltura.

Per completare il quadro relativo alla totalità delle Aree fortemente antropizzate della provincia, al dato di estensione della componente insediativa deve essere aggiunto quello relativo alla rete infrastrutturale e alle destinazioni speciali, (cave, discariche, impianti per la gestione di reflui e rifiuti) che ha un peso significativo sul totale delle aree destinate a usi antropici spinti. Con una superficie di 4.829 ha questa seconda componente rappresenta infatti il 22% del totale delle Aree fortemente antropizzate.

La situazione al dicembre 2021 era la seguente:

Il considerevole valore di 22.309 ha, corrispondenti al 3,59% della superficie provinciale, rappresenta l’estensione totale delle Aree fortemente antropizzate presenti in Trentino.

A questo dato generale, corrisponde un valore di 412 mq di superficie fortemente antropizzata per ogni cittadino residente in provincia.

Nel biennio 2019-21 si è registrato un incremento dell’estensione delle Aree fortemente antropizzate della provincia, quantificato in circa 145 ha. Di questa significativa componente espansiva, circa 138 ha sono relativi ad iniziative di trasformazione che hanno portato ad espandere i margini del paesaggio insediato, mentre i restanti 7 ha sono riconducibili ad interventi di densificazione fondiaria, realizzata all’interno dei margini dei paesaggi insediati