15/07/2024
(26 Aprile 2021)

CULTURA E CREATIVITÀ PER LO SVILUPPO DELLA CITTÀ

A partire dagli anni ’90 la cultura gioca un ruolo sempre più importante come motore dello sviluppo locale. L’Australia e la Nuova Zelanda sono stati i primi paesi a riconoscere il valore economico delle attività creative, stabilendo la tendenza per le città e le regioni a promuovere e sostenere la loro identità locale, le risorse e le industrie culturali come strumenti per affrontare le sfide urbane, sociali e ambientali.

Di conseguenza i responsabili politici e gli operatori del settore hanno iniziato a basare le strategie di sviluppo locale sull’istituzione di iniziative volte a creare, prima di tutto, un forte settore culturale (definito in senso lato, includendo il patrimonio, le industrie culturali, l’artigianato, il turismo culturale). In secondo luogo, assicurando che la cultura e la creatività avessero un posto chiave in tutte le agende e le politiche pubbliche (ad esempio nell’istruzione, nell’economia, nell’innovazione, nell’ambiente, nella coesione sociale, nella salute e nel benessere).

Negli ultimi vent’anni un numero crescente di città e regioni in Europa e nel mondo ha adottato la strategia delle “città creative” per migliorare le prospettive locali delle loro comunità. Tuttavia, si può affermare che alcune di queste strategie erano intrise di nozioni neoliberali di concorrenza tra città, per cui la capacità di innovazione, la prosperità economica e la rigenerazione dipendevano quasi esclusivamente dall’attrazione di gruppi di creativi che avrebbero lavorato in industrie e servizi basati sulla cultura e altamente tecnologici.

In questo contesto, le infrastrutture e le iniziative culturali erano spesso (se non esclusivamente) progettate per rendere i luoghi più attraenti per gli investitori o i visitatori, e meno per le comunità locali (vedi per esempio la costruzione di grandi edifici iconici nelle città più piccole che si sono rivelati finanziariamente ed ecologicamente insostenibili). Allo stesso modo, gli investimenti nei quartieri culturali e le iniziative turistiche si sono concentrati nei centri urbani e nelle loro vicinanze, privando così i quartieri periferici di infrastrutture culturali. Allo stesso modo, la gentrificazione e l’overtourism sono stati dei sottoprodotti di tali scelte politiche.

Il cambiamento climatico e la pandemia hanno rivelato e stanno rivelando un bisogno pressante della società in generale di andare oltre i presupposti e i modi di lavorare classici. Le città sono ecosistemi in cui persone e luoghi interagiscono per generare dinamiche economiche, che sono spesso profondamente radicate nella storia e nelle caratteristiche uniche di un luogo. C’è un consenso generale sul fatto che le politiche di sviluppo (basate sulla cultura e oltre) – oltre ad essere olistiche e sistemiche – dovranno essere più sfumate, più sensibili ai luoghi e meno dipendenti dal “trasferimento di politiche” rispetto al passato. Allo stesso modo le politiche culturali dovranno essere più incentrate sulla costruzione della resilienza all’interno delle comunità locali, dove le infrastrutture culturali giocano un ruolo vitale nel promuovere il cambiamento sociale.

Oltre a presentare il Rapporto di Lia Ghilardi – che si basa sulle migliori pratiche discusse durante le tre edizioni della Summer Academy on Culture and Creative Industries and Local Development (SACCI) tenutesi a Trento e Bolzano a partire dal 2018 – il webinar esplorerà le sfide che i settori culturali e creativi stanno incontrando a seguito della pandemia da COVID-19. Esaminerà anche come le città creative stanno rispondendo alla crisi e come stanno reimmaginando il loro futuro.

Contenuti

COSA SI INTENDE PER CITTÀ CREATIVA IN UNA PANDEMIA? “Una città non raggiunge un punto finale quando è finalmente creativa. Il concetto di città creativa è dinamico e non statico, è più un processo continuo di attenzione alle opportunità che un piano dettagliato. Il luogo veramente creativo conosce i tempi e l’equilibrio. È attento”. (Charles Landry, SACCI 2020)

REIMMAGINARE LO SVILUPPO LOCALE ATTRAVERSO GLI ECOSISTEMI DI INNOVAZIONE Le città resilienti attingeranno sempre più a nozioni di sviluppo basate sui principi di “capacità” di empowerment individuale e collettivo. L’approccio delle capacità si basa su nozioni ecologiche di sostenibilità di un ecosistema e fornisce un modo alternativo per valutare e concettualizzare il successo, allontanandosi dai tradizionali indicatori economici (come il PIL) e concentrandosi invece su elementi meno duri e collaterali, che hanno a che fare con il benessere, la libertà e la giustizia sociale. Quale sarà il ruolo delle politiche culturali in questi processi?

LAVORO SENZA RESTRIZIONI DOPO IL COVID-19: COSA PUÒ SIGNIFICARE PER LE CITTÀ E LE REGIONI? Ogni crisi è un’opportunità. Ora abbiamo la possibilità di vedere il mondo in un modo diverso, in cui le persone possono improvvisare soluzioni ispirate dalla buona volontà, dalla generosità e dall’empatia. C’è una forte evidenza che le industrie creative giocano un ruolo chiave nel permettere alle pratiche di innovazione di incrociarsi con altri settori dell’economia. Gli attuali progressi nella tecnologia (per esempio l’IA) probabilmente miglioreranno ulteriormente tale capacità creativa (e la espanderanno) così che nel prossimo futuro potremmo vedere impatti positivi sulla qualità della vita e sulle prospettive delle comunità. La questione è come raggiungere tale obiettivo, specialmente in un ambiente in cui molti posti di lavoro e infrastrutture nei settori culturali e creativi sono stati persi.
 

Programma


28 Aprile 2021 | 15.00 – 17.30
Introduzione
Serena Curti, tsm-Trentino School of Management, Trento, Italy
Alessandra Proto, Direttrice Centro OCSE di Trento per lo Sviluppo Locale

Re-immaginare la cultura e la creatività per lo sviluppo locale
Lia Ghilardi, fondatrice di Noema Culture & Place Mapping e facilitatrice della Summer Academy

Cosa si intende per città creativa in una pandemia?
Charles Landry, Accademia Robert Bosch di Berlino, Germania

Re-immaginare lo sviluppo locale attraverso gli ecosistemi di innovazione
Ilaria d’Auria, Project and Outreach Manager di ERRIN-European Regions Research and Innovation Network

Lavoro senza restrizioni post COVID-19: cosa potrebbe significare per città e regioni?
Oliver Zanetti, Mission Manager per la missione Futuro Sostenibile presso NESTA, Fondazione per l’Innovazione del Regno Unito

Discussione aperta guidata
Michele Lanzinger, Direttore del Muse-Museo delle Scienze di Trento, Italia

Conclusioni
 

Iscrizione

Il webinar è ad accesso libero previa iscrizione online.

Il seminario si terrà in lingua inglese, ma è previsto il servizio di interpretariato simultaneo in italiano.