22/02/2024

Cosa succede nelle comunità di valle?

Urbanizzazione e consumo di suolo

Il Territorio Val d’Adige è composto da 4 comuni amministrativi, ha una superficie territoriale di circa 19.000 ha che corrisponde quasi al 3% del territorio provinciale. Gli abitanti residenti al gennaio 2020 sono 123.144, quasi il 23% della popolazione trentina. Al dicembre 2019, la superficie delle aree fortemente antropizzate risulta essere di circa 2.928 ha e rappresenta il 15,44% della superficie territoriale dell’ambito. 
Le aree fortemente antropizzate sono costituite dagli spazi occupati da città, paesi, nuclei sparsi, spazi produttivi, strade, ferrovie, cave, discariche e impianti, comprensive delle aree verdi connesse a questi ambiti, come le zone sportive o i giardini pubblici e privati. In pratica sono fortemente antropizzate quelle aree che usate intensivamente dall’uomo, non sono più né agricole né naturali.

Aree fortemente antropizzate per comune amministrativo, aree fortemente antropizzate per abitante residente e incidenza sulla superficie territoriale. Dato demografico ISPAT aggiornato al 1 gennaio 2020

Trento è il comune con la maggiore estensione di aree fortemente antropizzate, con circa 2788 ha, mentre Garniga Terme registra il valore assoluto minore, pari a 26 ha.

Garniga Terme registra inoltre il maggiore valore di superficie fortemente antropizzata per abitante residente, pari a 852 mq/ab. Trento registra al contrario il valore minore, pari a 235 mq/ab. Il dato medio di estensione delle aree fortemente antropizzate per abitante residente nella comunità è di 238 mq/ab. Il dato medio provinciale è di 398 mq/ab.

 
Trento è il comune con il valore maggiore di incidenza di aree fortemente antropizzate sulla superficie comunale, pari al 17,67%. Garniga Terme registra al contrario il valore più basso, pari al 2,61%. Il dato medio di incidenza a scala provinciale è del 3,48%.

 
Nel territorio della Comunità le due componenti territoriali in cui si articolano le aree fortemente antropizzate, presentano al dicembre 2019, valori medi di superficie pari all’84,30% per la componente dei “contesti insediati, sparsi e aggregati” e al 15,70% per la componente “esterna ai contesti insediati che aggrega la rete infrastrutturale di origine antropica, le cave, le discariche, le infrastrutture per la gestione di reflui e rifiuti e i siti inquinati”.
Il rapporto tra le due componenti che si registra a livello provinciale è pari rispettivamente al 77,06% e al 22,94%. Trento registra il valore percentuale maggiore di contesti insediati sparsi e aggregati, pari all’84,97% del totale delle aree fortemente antropizzate. Al contrario Cimone registra il maggiore valore percentuale relativamente alla seconda componente delle aree antropizzate, pari al 41,81% del totale.

Aree fortemente antropizzate. Suddivisione in “contesti insediati” e “rete infrastrutturale e altre aree antropizzate”

 

Gli scenari di futuro

Con riferimento allo strato informativo “Uso del suolo pianificato” del Servizio urbanistica e tutela del paesaggio, l’analisi dei Piani regolatori comunali in vigore nei Comuni del Territorio Val d’Adige al dicembre 2019 ci segnala un potenziale aumento delle aree fortemente antropizzate, pari al +10,37% della loro estensione attuale. Il dato medio di Comunità è decisamente più basso del dato medio provinciale che è del +20% circa.
Per ragioni diverse appare sensato ritenere che solo una quota parziale delle previsioni urbanistiche contenute nei Piani regolatori verrà realmente attuata e che, di conseguenza, tale incremento, non sempre si concretizzerà nelle quantità previste.
Ciononostante il quadro che emerge dallo studio degli strumenti urbanistici comunali di valle, rappresenta un indicatore non trascurabile di una tendenza ancora fortemente espansiva, poco compatibile con gli obiettivi di sviluppo sostenibile adottati a livello provinciale ed internazionale.
 

 
In valore assoluto, Trento è il comune con la maggiore estensione delle aree fortemente antropizzate programmate, pari a 284,76 ettari. Al contrario, Garniga Terme registra il valore più basso pari a 4,23 ettari.
 

 
Cimone è il comune che registra il maggiore incremento percentuale delle aree fortemente antropizzate programmate sulle aree antropizzate esistenti, pari al 19,81%. Trento, al contrario, registra l’incremento più basso pari al 10,21%. L’incremento medio provinciale è del 19,78%, decisamente più  alto del valore medio della Comunità di valle che è del 10,37%.

Successivamente alla pubblicazione dell’edizione 2020 della Ricerca sulle dinamiche di urbanizzazione e sul consumo di suolo in Trentino, l’Osservatorio ha attivato il monitoraggio degli andamenti delle previsioni urbanistiche comunali.

L’andamento è riferito al totale delle aree fortemente antropizzate esistenti e programmate dai piani, approvate nel corso dell’anno 2020,  confrontato con lo stesso dato rilevato alla fine del 2019.
Il monitoraggio consente di valutare il progressivo avvicinamento o allontanamento dall’obiettivo generale di riduzione del consumo di suolo. 

L’andamento stazionario indica generalmente l’assenza di varianti significative approvate nel corso dell’anno 2020 o una variazione percentuale delle aree destinate agli usi fortemente antropizzati, calcolata nel periodo 2019-2020, compresa tra -0,2% e +0,2%. Gli andamenti in aumento o in calo indicano rispettivamente incrementi o riduzioni compresi tra 0,2% e 4%. Gli andamenti in forte aumento o in forte calo indicano rispettivamente incrementi o riduzioni superiori al 4%.

L’andamento del valore totale delle aree fortemente antropizzate esistenti e previste dai PRG dei Comuni del Territorio Val d’Adige nel periodo 2019-2020 risulta in calo dello 0,4%.
 

 

Il consumo di suolo

Se le aree fortemente antropizzate rappresentano gli spazi occupati da città, paesi, nuclei sparsi, spazi produttivi, strade, ferrovie, cave, discariche e impianti, comprensive delle aree verdi connesse a questi spazi come le aree sportive o i giardini pubblici e privati, il consumo di suolo descrive i fenomeni di artificializzazione, impermeabilizzazione, cementificazione che generano perdita di fertilità agraria e di funzionalità ecologica dei suoli.
Le analisi sul consumo di suolo svolte nel contesto del Sistema nazionale di protezione dell’Ambiente (SNPA) e da ISPRA, rivelano che nel periodo 2006-2021 nel Territorio Val d’Adige il suolo consumato è aumentato del 3,5% segnalando una tendenza all’incremento leggermente più contenuta rispetto al dato medio provinciale che è di +3,9%.
 

Dall’analisi dei dati elaborati da ISPRA-SNPA si rileva che Cimone è il comune con il maggiore incremento percentuale di suolo consumato nel periodo 2006-2021 pari al 5,0%. Al contrario, Garniga Terme registra il valore più basso, pari al 2,2%. L’incremento medio provinciale è del 3,9%, leggermente più alto del valore medio della Comunità di valle che è del 3,5%.
 

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