logo osservatorio tsm
logo osservatorio tsm
20/09/2019
(02.09.2019)

PARCO DELLE TERME DI LEVICO: L’INSTALLAZIONE ZEFIRO SI AGGIUDICA IL PRIMO PREMIO DEL CONCORSO DI IDEE ISPIRATO ALLA RESILIENZA

Sono Boeri Antonio, Ludovico Oldini, Davide Pagano e Alessandro Gloria di Milano con la loro installazione Zefiro ad essersi aggiudicati il primo premio del concorso di idee rivolto a progettisti e artisti singoli o associati, per la progettazione e la realizzazione di installazioni da realizzarsi con materiale di recupero arboreo nel Parco delle Terme di Levico.

Un concorso nato all’indomani della Tempesta Vaia e promosso dal Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale della Provincia autonoma di Trento – soggetto organizzatore e capo fila – in collaborazione con il Comune di Levico Terme, tsm - step Scuola per il Governo del Territorio e del Paesaggio, l'Osservatorio del Paesaggio del Trentino, l’Azienda per il Turismo Valsugana Lagorai e Arte Sella, per raccogliere idee e ipotesi progettuali per opere che potessero portare nuova vita al Parco, simbolo della città assieme all’omonimo lago, dopo la devastazione e i danni causati da Vaia. La sera del 29 e nella notte fra il 28 e il 29 ottobre 2018, infatti, l’impeto di una tempesta di proporzioni finora sconosciute per impatto e vastità ha causato gravi danni al patrimonio boschivo trentino colpendo diverse zone del territorio provinciale, fra cui la Valsugana. L’area orientale dello storico Parco delle Terme di Levico, in particolar modo, è stata fortemente danneggiata e compromessa. Duecentosedici dei grandi alberi che avevano ristorato, dato ombra e accompagnato le passeggiate e la quotidianità di residenti e turisti a partire dagli inizi del Novecento, erano stati sradicati o spezzati e con essi, un lungo legame che univa il parco alla citta e alla comunità.

Per mantenere viva la loro memoria, preservare lo spirito del luogo così fortemente danneggiato, tenere alta l’attenzione sul tema dei cambiamenti climatici che hanno causato questo disastroso evento, gli ideatori del concorso si sono rivolti, dunque, a progettisti e artisti, chiamati a lavorare con materiale di recupero arboreo, tronchi e radici da riutilizzare e ricollocare nel parco per evocare un senso di rinascita, una nuova speranza, per Levico e, metaforicamente, per il territorio Trentino e le comunità colpite da questo evento.

L’invito è stato raccolto da 35 progettisti, singoli o riuniti in gruppo, tutti soggetti con comprovata esperienza in campo artistico, con percorsi studi importanti ed esperienze professionali di tutto rispetto.

Dopo una prima selezione che ha portato all’individuazione di undici progetti finalisti, la giuria, riunitasi lo scorso agosto, ha decretato i tre vincitori finali del concorso, che risultano essere:

  • 1° classificato: installazione ZEFIRO di Boeri Antonio, Ludovico Oldini, Davide Pagano e Alessandro Gloria di Milano
  • 2° classificato: installazione A TRA VERSO di MQAA STUDIO di Chiavarelli Nicola, Giuliano Orsingher, Giuliana Decesero del Primiero
  • 3° classificato: installazione CATASTA di ATELIER REMOTO di Merz Valentina e Lara Monacelli di Trento.

La giuria ha dato particolare rilevanza a quei progetti caratterizzati da innovazione e creatività ma anche a quelli che sono apparsi maggiormente legati al carattere del luogo, alla sua peculiarità e specificità e a quelli che rispondevano maggiormente a queste caratteristiche:

  • interpretazione del tema della catastrofe naturale e della rinascita concordanza con il tema del concorso;
  • inserimento nel contesto paesaggistico;
  • valenza didattica delle proposte;
  • sostenibilità economica e di esecuzione delle proposte;
  • adeguatezza e coerenza nella scelta dei materiali fra materiali vegetali, naturali, originali o innovativi e loro effettiva reperibilità nei tempi dell’installazione;
  • interpretazione del genius loci;
  • originalità del progetto e della realizzazione

In particolare, il progetto primo classificato ha saputo cogliere una serie di elementi legati alla memoria e ed una innovativa e originale interpretazione del tema: un tronco d’albero che richiama alla mente i ben noti abeti di risonanza e –  secondo quanto dichiarato dai progettisti – utilizza il vento per produrre un suono che, propagandosi all’interno del legno, viene udito da chi si avvicina al tronco poggiandovi l’orecchio. Lo stesso vento che ha spezzato l’albero produce il suono: vento ed albero entrano cosi in un inedito rapporto dialettico, che non distrugge, ma che anzi genera un’arcaica melodia. L’opera impiega un unico iconico tronco scavato, attraverso cui il suono si propaga per giungere all’ orecchio dell’ascoltatore.

Il progetto vincitore è stato ammesso alla fase esecutiva e l’installazione sarà realizzata entro l’anno.