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17/12/2018
(09.10.2018)

ALPFOODWAY, Cibo e paesaggio: presentata la ''Carta'' a sostegno del riconoscimento del valore della cultura alimentare alpina

Promuovere il Patrimonio Culturale Alpino attraverso la valorizzazione delle tradizioni alimentari per creare un forte elemento identitario condiviso lungo tutta la catena montuosa europea. Questo lo scopo del progetto AlpFoodway, finanziato nell’ambito del Programma Interreg AlpineSpace, che vede come capofila il Polo di Poschiavo e tsm-step tra i partner coinvolti appartenenti a 6 diversi paesi a cavallo delle Alpi (Francia, Italia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia). Al progetto triennale hanno lavorato 14 partner e 40 osservatori tra i quali Trentino Marketing, l’Osservatorio del paesaggio della Provincia autonoma di Trento, l’OECD Trento Centre for Local Development, la FEM- Fondazione Edmund Mach.

Per dare forza all’ambiziosa iniziativa è in costruzione un inventario online (consultabile sul sito http://www.intangiblesearch.eu) , fondato sui principi della Convenzione UNESCO per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale (2003), che già raccoglie oltre 50 schede sulla cultura alimentare alpina, ottenute sulla base di ricerche antropologiche, sociologiche e storiche. Dal lato trentino, tra le altre segnalazioni, ci sono la castanicoltura della Valsugana, il pane delle Giudicarie Esteriori, il vino santo, la raccolta delle erbe spontanee della Val Rendena, Botiro del Primiero di malga.

Nei giorni scorsi si è tenuta ad Innsbruck la conferenza di medio periodo del progetto che è stata l’occasione per presentare la carta “Charter of Alpine Food Heritage” che, dopo un ampio lavoro di condivisione tra i partner, introduce alla petizione online tra istituzioni, imprese e cittadini per raccogliere il più ampio sostegno possibile alla candidatura UNESCO della Cultura alimentare alpina (https://www.alpfoodway.eu/home).