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28/06/2017
(12.06.2017)

AGRICOLTURA, CIBO E PAESAGGIO

Presentato al convegno sullo sviluppo agricolo e paesaggistico il progetto ALPFOODWAY


Lo Spazio Archeologico Sotterraneo (Sas) di piazza Cesare Battisti a Trento ha ospitato lo scorso venerdì il convegno “Lo sviluppo agricolo e paesaggistico in una logica di progetto di territorio”. Il tema centrale dell’incontro, organizzato dalla tsm-step Scuola per il governo del territorio e del paesaggio, è stata la relazione tra la qualità del paesaggio e le pratiche agricole sviluppate dalle popolazioni locali. Al convegno ha preso parte anche l’assessore provinciale alla coesione territoriale, Carlo Daldoss: “Il tema del territorio non va affrontato in maniera settoriale ma in maniera complessiva. E’ necessario porsi l’interrogativo e capire i motivi per cui le aree di montagna hanno subito fenomeni di abbandono, dovuti anche al progresso economico. Questi fenomeni sono ciclici e, talvolta, possono ritornare. Il nostro compito è di trasformare possibili criticità in nuove opportunità. Il recupero delle aree agricole abbandonate negli scorsi decenni è un tema che rientrare nelle nostre agende perché risulterà strategico per il futuro del Trentino, in una logica di progetto di territorio”.

Il convegno ha messo al centro la sfida che attende le aree montane, ovvero l’affermazione di un’attività agricola e forestale che sappia valorizzare il paesaggio come elemento essenziale del modello di sviluppo. Tale scelta richiede infatti strategie adeguate e la riflessione su orientamenti e pratiche consolidate. 

Ad aprire il convegno è stato il presidente del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e dottori forestali  (CONAF) Andrea Sisti. L’incontro è stata anche l’occasione per la presentazione della convenzione tra la step e il CONAF per lo sviluppo di attività formative e di aggiornamento professionale a favore degli iscritti all'Albo nazionale dei dottori agronomi e forestali. 

“Il recupero delle aree agricole - ha spiegato l’assessore Daldoss - è estremamente importante. La Provincia autonoma di Trento ha destinato 9 milioni di euro per il recupero delle aree ex agricole, con obbligo assegnazione a soggetti che mantengano le stesse aree per almeno 10 anni. In futuro saremo chiamati ad ragionamento più strutturale: dovremo interrogarci come le valli del Trentino possano trovare una propria logica economica sostenibile”. 

Daldoss ha indicato alcune linee di indirizzo: “Individuando specifiche zone sulle quali sperimentare nuovi modelli di sviluppo. Ad esempio, coniugando l’agricoltura al turismo e ad altre attività economiche. A mio avviso, questo è l’unico modo con il quale aree, oggi considerate marginali, potranno riacquistare interesse ad attrarre nuovamente attività produttive. Il connubio agricoltura turismo - ha continuato - sarà il fattore determinante in futuro, così come sarà molto importante avviare progetti ed attività di studio, così da rafforzare il ruolo dell’Osservatorio del paesaggio nei suoi diversi momenti di sviluppo”. 

Durante la prima sessione, moderata da Gianluca Cepollaro direttore della tsm-step, sono stati presentati alcuni progetti che cercano di interpretare lo sviluppo agricolo e paesaggistico in una logica di progetto di territorio. Nel suo intervento, Bruno Zanon, presidente del Comitato scientifico di step, ha portato alla conoscenza dei partecipanti il progetto europeo AlpFoodWay sulla relazione tra tecniche agricole tradizionali, trasformazioni del paesaggio e qualità del cibo. Il progetto, finanziato nell’ambito del Programma Interreg AlpineSpace vede come capofila il Polo di Poschiavo e coinvolge con la step  altri quattordici partner appartenenti a diversi paesi europei (Francia, Italia, Svizzera, Germania, Austria e Slovenia). Il progetto avviato a Marsiglia lo scorso febbraio  pone al centro le pratiche socioeconomiche e culturali legate alla produzione e al consumo di cibo. Per le popolazioni alpine, il patrimonio alimentare rappresenta un forte elemento identitario che va oltre i prodotti, comprendendo paesaggi produttivi, saperi tradizionali legati a tecniche di produzione, abitudini di consumo, riti e la trasmissione di saggezze antiche. A causa dello spopolamento, dell’invecchiamento della popolazione e della globalizzazione, il Patrimonio Alimentare Alpino è a rischio di scomparsa e per questo AlpFoodway creerà un modello di sviluppo sostenibile per aree alpine periferiche basato sulla conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale, paesaggistico e alimentare. Il progetto AlpFoodway svilupperà un Vision Paper e una Charta dei Valori del Patrimonio Alimentare Alpino, mapperà il patrimonio alimentare tradizionale, creerà un inventario online all’avanguardia, realizzerà corsi e moduli formativi e costruirà una piattaforma di scambi culturali basata su eventi e tour turistici.

A seguito di Bruno Zanon sono intervenuti  Mauro Marinelli del Politecnico di Milano e di Giorgio Tecilla dell’Osservatorio del paesaggio che hanno presentato due lavori, rispettivamente sulla qualità degli edifici per le attività zootecniche e sulla valorizzazione dei paesaggi agricoli terrazzati. 

La seconda sessione ha proposto invece la tavola rotonda moderata da Claudio Maurina, presidente della sezione trentina dell’Ordine dei dottori agronomi e forestali, durante la quale sono state presentate alcune testimonianze sulle nuove forme dell’agricoltura e sulle conseguenti nuove opportunità per il paesaggio. Nel dibattito sono intervenuti Carlo Moser di Villa Warth; Clelia Corona proprietaria dello Chalet nel Doc; Lino Rizzardi gestore del Solarium Predaia-Malga Coredo; e Angelo Giovanazzi dell’Associazione Baldensis.